lunedì 10 novembre 2014

Il Compleanno festeggiato in ritardo


L'amico Gabriele, compagno di bevute e di serate, questa volta mi ha davvero fatto un bel regalo. Anche se in ritardo, per svariati motivi lavorativi di entrambi, siamo riusciti ad incontrarci e fare decisamente una bella cena anzi, straordinaria.

Aperitivo con il francese Chablis Vielles Vignes Les Vènèrables de La Chablisienne, molto elegante, signorile senza ostentare troppo impegno nel berlo. Molto buono.
Visto i vini successivi ed il fatto che eravamo in due e senza intenzioni troppo belligeranti, abbiamo optato per aprire solo il peso massimo: Roagna Riserva Pajè 1998.

Dopo un' oretta di ossigenazione e fino all' ultimo goccio, si è dimostrato un campione di categoria. Tutto quello che ci si potrebbe aspettare da un grande vino. Equilibrio, potenza, estrema eleganza, freschezza e chi più ne ha più ne metta. Un Barbaresco esagerato ed in piena forma. Una bottiglia memorabile!!

Il tutto intervallato da un tartufo bianco di Alba regalato a Gabry per la "promozione" lavorativa, grattato su uova e tagliolini. Spettacolo!!!!!

Grazie del regalo ed in bocca al lupo per la tua carriera.

A presto amico.

Salute!

domenica 21 settembre 2014

TRENTO DOC PISONI BRUT Millesimato 2009

Come recita l'etichetta, un millesimato con 35 mesi di affinamento sui lieviti, sboccato ormai un anno e mezzo fa.


E' la seconda volta in un mese circa che lo bevo e sempre molto volentieri.
Un vino senza troppe pretese probabilmente, se non quelle di identificare il lavoro svolto in una singola annata e di un preciso territorio.
Un naso molto invitante di agrumi, ananas, crosta di pane ed una vena minerale.
La bocca altrettanto piacevole, fresca e molto sapida.
Preciso e pulito. Non c'è due senza tre!!

lunedì 25 agosto 2014

La Vendemmia 2014 in CORTE FUSIA

I primi momenti -Chardonnay-

L’ idea è nata così per scherzo, qualche tempo fa, durante una cena franciacortina, tra un bicchiere e l’altro.
Si avvicina quindi agosto. Ci siamo quasi. Dopo un paio di telefonate ai padroni di casa mi avvertono che si comincerà intorno al 10 di agosto, se il tempo lo permette. Cosi' mi trovo catapultato, per la seconda volta nella mia vita, in una cantina per seguire dall’ interno il periodo della vendemmia.
L’ annata 2014 sarà ricordata da parecchi produttori non certo per la facilità di interpretazione, visto le lamentele sentite per il continuo cattivo tempo, problemi consistenti di oidio e marciumi vari.

Freddo e cielo grigio alla vigilia di Ferragosto

Anche qui in Franciacorta il parere generale è grosso modo questo.
La continua pioggia degli ultimi mesi a fatto si che in vigna, si creassero le condizioni perfette per la creazione di muffe che hanno poi finito per attaccare i grappoli e costretto tutti ad una situazione molto difficile da gestire. Questo mi pare di aver capito su un po’ tutte le tre uve di questo territorio quindi principalmente Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero. Decisamente quest’  ultima, la varietà più colpita, visto anche le caratteristiche del grappolo.

Corte Fusia è una realtà che vinifica uve provenienti esclusivamente dal Monte Orfano, la zona più meridionale di tutta la denominazione nonché quella con la maturazione più precoce rispetto al resto del territorio perché la più calda (circa una settimana di differenza tra qui e la zona di Erbusco, ancor di più rispetto ad esempio a Monticelli Brusati).

Puntando a realizzare Franciacorta di alta qualità, gli amici Gigi & Daniele hanno avuto una sola strada da poter percorrere in un annata come questa, nonché molto coraggiosa visti gli investimenti fatti dai due giovani, quella della selezione maniacale dei grappoli per fare arrivare in cantina uva perfettamente sana.
Ho visto con i miei occhi il Pinot Nero (raggruppato in un'unica particella nel loro vigneto ai piedi del Monte precisamente nel comune di Cologne) che, dopo essere stato raccolto, sulle piante sembrava non vendemmiato. Indicativamente due terzi meno circa rispetto agli altri anni!!
Un po’ meno problemi sullo Chardonnay. Per quanto riguarda il Pinot Bianco, ottime le condizioni sia di quello proveniente da un vecchio vigneto “misto” in affitto a Coccaglio sia in quello giovane e di nuova produzione, posto all’ altezza del Convento dell’ Annunziata.

Vigna "mista" sul Monte Orfano
Nuovo impianto sul Monte Orfano


















Mi dicono che dagli assaggi dei mosti e dalle analisi fatte, sembra che il loro lavoro li abbia portati a poter credere che questa sia una gran bella annata, simile alla 2011, anch’ essa di difficile lettura ma dagli ottimi risultati per alcuni produttori della zona.

E’ stato molto bello ed interessante, il giorno prima dell’ inizio della vendemmia, salire in sella ad una mountain bike e percorre la circonferenza del Monte Orfano passando per moltissimi vigneti per aver modo di cogliere le varie sfaccettature climatiche, in modo da avere un quadro di riferimento curioso, soprattutto per notare le nette differenze che ci sono all’ interno di una stessa area vinicola.
Voto zero quest’ anno ai siti di meteorologia che azzeccavano meno di quanto potrebbe ipotizzare chiunque di noi affacciandosi alla propria finestra e guardando il cielo!

Belle anche le serate a condividere calici (questa espressione è volutamente rubata a “Massi” de Il Piccolo Lord che saluto con grande stima) e bottiglie.

Ringrazio i ragazzi per avermi fatto vivere a 360 gradi la loro vendemmia, in modo da poter confermare che non c’è trucco ne inganno nel loro vino, ma tutto vive esclusivamente di una forte passione e una severa linea guida volta alla pulizia e alla qualità.

Uva in cassette pronta per entrare in pressa

Questo vuole essere il racconto di un semplice e curioso appassionato che, nel limite del possibile e della coerenza, cerca di conoscere ed approfondire concetti sul mondo del vino per cercare in qualche modo di placare la continua curiosità.
I tecnicismi non mi interessano. Ora non fanno per me, li lascio a chi ha maggior conoscenza di questa materia.
Attendo con ansia quindi, di assaggiare l’ annata 2014…sarà un lunga attesa. Nel frattempo punto a bere quelli che ci sono già.

Salute!!

(ps: le foto brutte sono mie, quelle belle no)

Ecco un pò di bottiglie bevute e momenti piacevoli:


Gli "inconfondibili" profumi dei Vintage

...e taste Rosè Corte Fusia 2011

strepitosa la cantina del Cappuccini Resort, Cologne (Bs)


Ottimi i piatti del Circolo dei Lavoratori, Arci ad Iseo

L'enoteca creata dal collettivo alla festa di Radio Onda d' Urto, Brescia

Una delle strepitose pizze de Al Fienile,  Palazzolo Sull' oglio (Bs)

Faccoli Brut (probabilmente 1985)

Faccoli Decennale 2004

...e taste Corte Fusia Millesimato 2010

il mio amico Arno


Corte Fusia Franciacorta
Via degli orti 2, 25030 Coccaglio
Daniele 328 8471276 - Gigi 338 4715169


domenica 13 luglio 2014

Quanto è buono il "Vigna Martina"


Il Vigna Martina è un vino che a distanza di 8 anni ha un carattere ancora deciso, profuma di cuoio, tabacco, frutta sotto spirito, è balsamico, speziato. In bocca è potente, fresco, invoglia il sorso. Peccato averne avuta solo una bottiglia. Gran bel bere! Poco più di dieci euro in enoteca!
Ottimo anche il dolcetto di Cascina Ballarin, terroso, speziato, floreale. Invitante e grande bevibilità.
La barbera d' Alba del Castello di Neive invece, non si è dimostrata all altezza degli altri due piacevolissimi vini. Solo acciaio, annata forse già di suo un pò complicata (2007)...Decisamente in la con gli anni e di poca bontà.

Un alta comprovata esperienza che a volte, anche senza spendere molto, si può bere gran bene.

giovedì 10 luglio 2014

Barbera d' Alba Cascina dei Dardi - BUSSIA Gian Natale Fantino 2010


Dovrebbe arrivare da vecchie vigne di cinquanta/sessant' anni questa Barbera dal colore rubino chiaro di grande trasparenza.
Profuma di lamponi, ribes e sottobosco. In bocca esplode di freschezza grazie ad una vivissima acidità.
Di buona struttura, armonia ed eleganza.
Una bevibilità travolgente da tutto pasto.

Quando si vuole essere ripetitivi, è meglio farlo con lo stile di una Barbera ben fatta.

PS a distanza di 24 ore il vino prende ancora forma, con profumi di fragoline di bosco e sbuffi mentolati molto fini ed una bocca leggermente più delicata. Good!!!

giovedì 3 luglio 2014

Paiagallo 2007 Giovanni Canonica


Com'è il Paiagallo di Canonica?
E' un vino che fino a qualche tempo fa era praticamente sconosciuto a tutti visto la piccola produzione, circa 5000 bottiglie l anno da un ettaro e mezzo di vigna, mentre in questi periodo è discretamente discusso su blog e siti eno-gastronomici.
La prima volta lo bevvi un paio d'anni fa, regalatomi da un amico enotecario che ringrazio ancora oggi per il gesto. Era l'annata 2005. Il ricordo dei dettagli è sfumato ma chiara ed ancora viva l' impronta di quel vino, lo stile. Quale?
Quello che si ritrova anche in questa annata,  probabilmente non tra le migliori del decennio, ma che da comunque garanzia di acquisto e di rappresentanza tradizionalista di Giovanni.

Un vino balsamico fin da subito, diretto, caldo, con profumi complessi autunnali(bello il termine di Simone nel suo blog) selvatici, di frutta sotto spirito & spezie. Un vino pieno e rotondo per la tipologia.
Da bere e non da adorare.
Su un blog, proprio ieri, leggevo di un signore che raccontava questa bottiglia come espressione di una bevuta pesante, difficile da finire...bhè, io non sono affatto concorde con quest' idea. Forse mancava solo un pò di sete.

Evoluto, bello da bere ora e curioso da bere poi..
Spero di assaggiare presto le altre annate, tra l altro reperibili proprio qui a Seregno, presso l'enoteca Camisasca.

Ciao!


domenica 29 giugno 2014

Mimmo 2010 Le Piane Vs Granaccia di Quiliano 2012 Innocenzo Turco

Il primo un uvaggio di Nebbiolo per il 70 %, Croatina e Vespolina.
Il secondo Granaccia di Quiliano cento per cento.
Rosso rubino con riflessi porpora, il piemontese, un pò più acceso ed intenso il ligure che viene vinificato solo in acciaio.

Le Piane:
Naso speziato, noce moscata, con una nota balsamica fresca in evidenza. Fruttini di bosco che escono in sordina. Inizialmente molto presente una nota legnosa che però, sembra equilibrarsi con il passare dei minuti ed integrarsi anche se non completamente, lasciando che il vino ritorni su toni mentolati, di liquirizia e leggermente vegetali. Acido e tannico, dal morbido e piacevole ingresso in bocca. Purtroppo s'è fatto vivo anche un piccolo accenno di riduzione. Non mi ha colpito.

Innocenzo Turco:
Fin da subito molto invitante, profumi di ciliegia e frutti di bosco, balsamico, note di macchia mediterranea. Davvero piacevole ed equilibrato, molto appagante.


Una ventina d' euro in enoteca contro i quindici circa.